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Da una bambina di quattro anni al palcoscenico di Flashdance. L'intervista a Vittoria Sardo.

Il Musical Weekend è un luogo in cui cresci, come artista e come persona.
— Vittoria Sardo
Ci sono storie che sembrano straordinarie solo quando arrivano al traguardo. In realtà iniziano molto prima. Iniziano con una bambina che entra in una sala danza tenendo la mano della mamma. Con il primo saggio. Con un viaggio per partecipare a un Musical Weekend. Con il coraggio di mettersi in gioco anche quando si ha un po' paura.
Oggi quella bambina è Vittoria Sardo, performer professionista. Negli ultimi anni ha calcato alcuni dei palcoscenici più importanti del musical italiano, prendendo parte a produzioni come Chicago, Anastasia, West Side Story e oggi è protagonista di Flashdance — Il Musical.
Ma prima di tutto questo è stata una bambina che ha coltivato un sogno. Le abbiamo chiesto di tornare, per un momento, a quella bambina.
— Che bambina eri?
«Sono sempre stata una bambina molto riservata e silenziosa, ma non per questo meno determinata. Ho sempre avuto in mente il mio obiettivo sin da quando ero veramente piccolissima e ho sempre mantenuto alta la concentrazione. Oggi sono molto più aperta e socievole e aprirmi agli altri non mi spaventa più come allora.»

Vittoria ha iniziato danza a soli quattro anni. Le abbiamo chiesto cosa ricorda di quel periodo.
«Ricordo di aver preso la danza con impegno sin da subito e di non averla mai considerata un semplice hobby, anche se ero piccolissima. La sala danza era, ed è ancora oggi, il mio posto felice: il luogo in cui mi sentivo sicura di me e potevo essere me stessa al cento per cento.»
— Ti ricordi la prima volta che sei salita su un palco?
«Non ricordo con precisione quel momento, ma ricordo perfettamente il sentimento. Avevo trovato il mio piccolo posto nel mondo. E da lì, nient'altro è mai riuscito a rendermi felice così.»
Avevo trovato il mio piccolo posto nel mondo.
— Vittoria Sardo
Vittoria viveva a Caltanissetta. Per partecipare al suo primo Musical Weekend raggiunse Palermo insieme alla sua famiglia. Anche quel viaggio è rimasto nei suoi ricordi.
«Ero spaventatissima. Non avevo mai affrontato un percorso in cui canto, danza e recitazione si studiavano insieme. Era la prima volta che mi immergevo davvero nella costruzione di un musical. Devo sicuramente ringraziare Francesca e Musical Weekend perché mi hanno dato un piccolo scorcio sul mondo che avrei poi scelto come carriera.»
— Come hai scoperto il musical?
«L'ho scoperto grazie alla mia insegnante di canto storica, Mariangela Rizza. Quando ho iniziato a studiare con lei, si era appena diplomata alla BSMT di Bologna. Io studiavo già danza, ma è stata lei a farmi capire che esisteva qualcosa capace di unire le mie due passioni e aggiungerne una terza, grandissima: la recitazione. Devo a lei l'essermi innamorata di questo mondo.»
— Guardando indietro, cosa ti hanno lasciato gli anni trascorsi tra Musical Weekend, Summer Class e Pianeta Cipriani?
«Innanzitutto le amicizie, che coltivo ancora oggi. E poi la gioia di studiare queste discipline con serietà, ma sempre con divertimento. Ho conosciuto tantissimi professionisti con cui oggi mi ritrovo a lavorare come collega.»
— Cosa rendeva speciale il Musical Weekend?
«Per me era speciale perché riuniva bambini provenienti da tutta Italia, tutti uniti dalla stessa passione. E perché ci permetteva di costruire insieme uno spettacolo vero.»
— Qual è l'insegnamento più importante che il musical ti ha lasciato?
«Mi ha insegnato a credere in me stessa anche quando magari qualcun altro non lo faceva. Questo lavoro mi ha insegnato a essere determinata e costante in tutto ciò che faccio.»
Anche chi oggi interpreta la protagonista di un grande musical ha vissuto momenti di incertezza.
«Subito dopo il mio primo lavoro come cantante sulle navi da crociera sono rimasta senza lavorare per alcuni mesi. Ho pensato che la mia carriera fosse arrivata al capolinea. Poi ho capito che questo mestiere è fatto anche di questi momenti e che non sono loro a determinare il valore di un artista.»
Oggi Vittoria interpreta la protagonista di Flashdance.
— Quando avevi dieci anni pensavi che tutto questo sarebbe successo?
«Non lo immaginavo. Ma lo speravo. È sempre stato il mio sogno trasformare questa passione nel mio lavoro e sono orgogliosa di esserci riuscita.»



Le direi: sei nel posto giusto. Non dubitare mai che sia così.
— Vittoria, alla bambina di quattro anni
Un messaggio ai bambini che iniziano oggi
«Godetevi ogni momento e sognate in grande.»
❤ Una storia che continua
Ogni anno, al Musical Weekend, incontriamo bambini che arrivano con entusiasmo, curiosità e magari anche con un po' di timidezza.
Non sappiamo quale sarà il loro percorso.
Non tutti diventeranno performer professionisti, e non è questo l'obiettivo. Ma tutti porteranno con sé qualcosa di prezioso: un'esperienza fatta di musica, amicizie, emozioni e crescita.
E chissà… magari, tra quei bambini che oggi salgono sul palco con il cuore che batte forte, c'è qualcuno che un giorno racconterà la sua storia proprio come ha fatto Vittoria.
Scopri il prossimo Musical Weekend e regala a tuo figlio o tua figlia l'inizio della sua storia.